Patrick Mittiga, un cantante 'evergreen'

Data uscita: 
Lunedì, 14 Luglio, 2008
Testata: 
Il Corsivo - Valle d'Aosta

L'artista nel suo genere si ispira a Frank Sinatra e più in generale al grande jazz - Il suo sogno nel cassetto è quello di cantare a Las Vegas in un grande casinò - AOSTA “Un semplice accordo su uno strumento musicale può far nascere una passione tanto forte da condizionare il corso della vita. E' ciò che è successo a Patrick Mittiga, cantante e musicista valdostano: "Avevo sei o sette anni ed ero in vacanza. Un amico stava imparando a suonare il piano, appoggiai per caso le dita sulla tastiera e scoprii presto che non potevo più fame a meno". Inizia così il percorso musicale dell'artista: "Iniziai a suonare da autodidatta appena tornato da quelle famose vacanze, con l'aiuto di mio padre che suonava in un gruppo giovanile e poi solo a 14-15 anni scoprii la passione per il canto. Le mie prime esperienze vengono soprattutto dal palco, infatti mi esibisco da quando avevo 16 anni" Proprio alla sua prima apparizione è legato un bel ricorso: "La mia prima esibizione in pubblico fu nel 1992, ad un matrimonio. C'era un pianoforte a coda, uno Sten-way, il pianista mi lasciò suonare alcune canzoni di Baglioni ed in quell'occasione raccolsi i primi applausi". La duttilità artistica di Mittiga gli ha permesso un'attività al quanto poliedrica: " La mia fortuna è stata di non saper solo cantare, infatti oltre ad un primo periodo di piano bar ho iniziato presto a presentare spettacoli nelle piazze e nei locali ho fatto lo speaker per varie radio ed ho inoltre presentato spettacoli in TV". Il genere musicale riprende uno stile particolare: "Mi ispiro all'epoca di Frank Sinatra, il grande Jazz, lo Swing, il blues. In realtà ho tentato con la mia nuova band di adattare questi generi musicali ai giorni nostri, ringiovanirli con influenze talvolta fusion, talvolta latin, senza troppi virtuosismi per rendere tutto più fresco, più orecchiabile. Anche il repertorio è scelto non a caso tra i più grandi evergreen della storia, si va da 'New York New York' a 'Malafemmina', da 'Nel blu dipinto di blu' a 'Night and day', insomma un 'Jazz' giovane". Quali sono i riconoscimenti importanti ed un sogno nel cassetto? "Proprio ieri ho ritirato un premio molto importante, la Giara D'Argento a Giarre (CT), un premio molto sentito nell'isola. Vengono premiati personaggi che si sono distinti per professionalità, medici, giornalisti, cariche di stato ed io per la professionalità in campo musicale. Come sogno nel cassetto uno su tutti: cantare a Las Vegas, in un grande casinò".
Vittorio Frison